Carenza di Vitamina D e sintomi neurologici

Qual è l'associazione tra Vitamina D ed i sintomi legati al sistema nervoso centrale? Ti spieghiamo tutto in questo articolo

 

La vitamina D è una vitamina liposolubile (solubile nei grassi) necessaria per promuovere molte reazioni biologiche.
La sua principale funzione è legata all’omeostasi e al metabolismo corporeo del calcio e del fosfato mediante la regolazione del loro assorbimento intestinale. Attraverso questo processo viene stimolato il processo di rimodellazione ossea necessario per la salute dell’apparato scheletrico e la prevenzione di patologie come osteopenia e osteoporosi.
E’ stato osservato che la vitamina D svolge un ruolo importante in svariate funzioni: nella crescita cellulare, nello stimolare diverse funzioni neuromuscolari, nel funzionamento del sistema immunitario e nel ridurre l’infiammazione.
 
 

FONTI DI VITAMINA D

La vitamina D è principalmente sintetizzata dall’organismo (produzione endogena) come colecalciferolo (vitamina D3), a livello della pelle, con l’esposizione alla luce solare e alle radiazioni UVB.
Poche fonti alimentari contengono vitamina D realmente utilizzabile, cioè sotto forma di vitamina D3, e sono soprattutto il pesce, il fegato animale e il tuorlo d’uovo. 
 
 

CARENZE DI VITAMINA D E SINTOMI NEUROLOGICI

Negli ultimi anni molti studi sono rivolti a valutare l’esistenza di un’associazione tra vitamina D e sintomi legati al sistema nervoso centrale.
 
E’ stato osservato che una carenza di vitamina D, molto diffusa tra gli anziani, abbia influenzato negativamente sullo stato ossidativo del cervello e promosso un’elevata produzione di radicali liberi, coi loro effetti deleteri.
Di conseguenza la promozione di un’integrazione di vitamina D sembra migliorare il quadro clinico e rallentare la progressione di malattie neurologiche come Alzheimer, morbo di Parkinson e problemi neurocognitivi.
 
Altri studi mostrano una relazione tra cervello e vitamina D mettendo in evidenza il suo legame con la qualità dei processi cognitivi. Infatti, in carenza di vitamina D sono state osservate maggiori difficoltà di concentrazione, perdita della memoria, fatica a trattenere e ad elaborare nuove informazioni.
 
 

INTEGRAZIONE DI VITAMINA D

Molti individui, soprattutto anziani, mostrano valori di vitamina D inferiori ai range raccomandati; e questa carenza è principalmente legata alla scarsa esposizione al sole.
 
Valori Adeguati 30-100 ng/ml
Insufficienti 20-30 ng/ml
Carenza < 20 ng/ml
Tuttavia a livello internazionale vengono considerati ottimali valori al di sopra dei  40-50 ng/ml
 
A causa di questa diffusa carenza nella popolazione l’utilizzo di integratori specifici di vitamina D risulta spesso utile, soprattutto nei mesi invernali e di poca esposizione al sole.
Solitamente vengono prescritte dosi molto elevate in un’unica assunzione settimanale, quindicinale o mensile (10.000UI, 25.000UI, 50.000UI). 
Tuttavia, studi mostrano che l’organismo ha una capacità limitata di assimilazione della vitamina D3, circa 5.000UI/6.000UI die e per questo motivo risulta utile integrare con basse dosi giornaliere (1000-2000 UI/die).
 
Infine è utile abbinare l’integrazione di Vitamina D con la vitamina K2, in quanto quest’ultima risulta efficace nel promuovere il processo di calcificazione ossea (leggi il nostro approfondimento sulla vitamina K2).